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Ridare vita ad un Acer Aspire ONE A110B e scoprire Sakis3g

Nel post di questa sera mi pacerebbe parlare della mia esperienza di “resurrezione” fatta con un simpatico Acer Aspire ONE zg5, per capirci questo qui nella versione 110B.

La versione più sfigata che poteva esserci, non fatevi trarre in inganno dallo storage SSD, è proprio lo storage a rendere lentissimo il computer.

OK mi è stato regalato, allora quale migliore ragione per non smanettarci su? 🙂

l’OS precedente era compromesso quindi decido di installarci sopra la distribuzione che dopo Debian ha preso il mio cuore… Ubuntu, installo la 14.04 LTS.

Non vi annoio su come installarla, in giro trovate documentazioni serie e ben fatte. Vi posso dire che l’installazione è stata semplice e senza particolari problemi, tutti i device del dispositivo funzionano correttamente.

Comincio quindi ad usarlo per le solite cose, leggere un giornale, le email, guardare qualche filmato su youtube.

Il computerino lavora discretamente ma ogni volta che c’e’ una scrittura su disco SI PIANTA.

Provo ad allegerire UNITY, interfaccia che ho imparato ad apprezzare, ma scopro che non esiste piu’ la versione 2D ad effetti ridotti!!!!!

Bene, usare il netbook in queste condizioni non è possibile, occore essere radicali. Installo cosi FVWM, il window manager che usavo anni fa, ed il sistema è diventato utilizzabile. In un attimo di euforia ho provato ad avere un ambiente un pelino più desktop ed ho installato XFCE.

Il risultato è che con FVWM il sistema è molto reattivo e pulito, a me piace e credo che manterrò tale configurazione, anzi sto pensando a questo punto di passare a Debian per poter alleggerire al massimo :).

XFCE installato con un bel “sudo apt-get install xubuntu-desktop” è ancora molto usabile e devo dire che come ambiente desktop ha tutto quello che serve.

Ad un certo punto ho dovuto però fare i conti con il mio essere “borghese“, da tempo ho smesso di configurare il sistema usando i file in /etc e di ricompilare il kernel per ottimizzare al massimo, da anni installo Ubuntu “così come è”, “visto e piaciuto”, e via.

Tutto ad un tratto mi sono accorto che non riuscivo ad usare ma mia chiavetta 3G per collegarmi ad internet!!! Il motivo? semplice l’applicativo per il collegamento è integrato in Unity e non disponibile per gli altri ambienti.

Provo ad usare il caro vecchio wvdial che usavo ai tempi di Debian con il modem a 33.6K, ma nulla da fare.

Cerco in rete e finalmente trovo Sakis3g. L’installazione è semplice:

  1. scaricate il file da http://www.sakis3g.com/#download
  2. scompattate il file con un bel: tar -xzvf sakis3g.tar.gz
  3. cambiate gli attibuti per rendere eseguibile: chmod +x sakis3g
  4. lanciate: ./sakis3g --interactive

Vi appariranno delle schermate per la configurazione, tenete a portata di mano l’APN del vostro gestore, nel mio caso mi indicava già tutto, ma non è detto che vada sempre bene.

Lanciato l’applicativo in pochi secondi sono stato in rete con il caro FVWM 🙂

fvwm_acerone

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Google Drive su Ubuntu 14.04 LTS

Google drive è sicuramente uno strumento utile ed interessante, ci permette di avere i nostri archivi sempre a portata di mano, ma ad oggi non esiste un software ufficiale per Ubuntu e Linux in generale.

Come me molti usano più postazioni per lavorare, postazioni che possono avere anche differenze notevoli, ad esempio nel mio caso:

– Cellulare Android

– Portatile con Windows Vista

– Desktop con windows XP

– Portatile con Linux Ubuntu

Come tenere sincronizzatto tutto alla perfezione senza dover fare operazioni manuali su Ubuntu?

Semplice per tutte le architetture segnalate, tranne Ubuntu, sarà Google a fornivi il software.

Per Ubuntu occorre installare grive-tools.

Per installare procedete nel seguente modo:

Aggiungere il repository con il comando:

$ sudo add-apt-repository ppa:thefanclub/grive-tools

Aggiornare la lista dei pacchetti con il comando:

$ sudo apt-get update

Installare grive-tools con il comando:

$ sudo apt-get install grive-tools

A questo punto basterà lanciare “grive setup” dal pannello o “grive -a” da terminale e seguire le indicazioni.

La dura vita di un informatico per hobby ai tempi di Android

Da anni uso sistemi Open Source, nella fattispecie Linux Ubuntu, non perchè io sia un programmatore professionista o un talebano che insegue la sua guerra contro MS Windows, nulla di tutto ciò.

Ho cominciato ad usare Debian GNU Linux e FreeBSD per alcune semplici ragioni che elenco.

1. Sono contro la pirateria informatica

Trovo veramente scorretto ed ingiusto usare software commerciali per fini di lucro senza aver corrisposto i giusti diritti ai realizzatori del software.

Trovo anche sbagliato che molte software house facciano pagare una licenza anche per l’uso a fini di studio di tali SW o per fini diversi dal lucro.

Quindi durante i miei anni universitari decisi di non installare software “craccati” sul mio PC ma di passare direttamente a quello che la comunità Open Source riusciva ad offrire. Parlo degli anni ’90 ed allora l’offerta non era paragonabile ad oggi ma una cosa mi ha colpito, la totale padronanza che mi era permessa nell’usare le risorse hardware del mio PC.

2. Non ho mai posseduto computer potentissimi

Tutti i computer che ho posseduto erano già obsoleti al momento dell’acquisto e grazie all’uso di sistemi e software Open Source li ho usati per svariati anni, un esempio è il PC da cui vi scrivo comprato nel 2009 che ancora oggi uso senza sentire nessuna necessita di cambialo con una macchina più potente.

3. Disponibilità di software per coprire tutte le attività hobbystiche e lavorative

Negli anni la base software disponile è cresciuta in modo pauroso, oggi è davvero completa. Ad esempio c’è sempre stata una carenza di software CAD, oggi non è più vero e esistono soluzioni commerciali liberamente usabili per scopi didattici.

Quindi oggi abbiamo la possibilità di scegliere tra software Open Source e software commerciale e questo credo sia la dimostrazione che Linux è diventato finalmente un ambiente anche desktop e professionale in senso lato come Windows.

4. Voglia di smanettare ed imparare

Avere a disposizione un computer con praticamente tutti i linguaggi di programmazione disponibili è un terribile incentivo, almeno per me, a trovare il modo di risolvere problemi, testare idee, studiare fenomeni o semplicemente provare a fare quello che altri hanno già fatto.

 4. Oggi

Per molti anni per me è stato come vi ho descritto sopra.

Da qualche tempo ho comprato un cellulare android.

Dopo qualche settimana di utilizzo sono rimasto entusiasmato, una potenza di calcolo notevole, trasportabile e collegabile con tutto.

La tentazione è troppo forte, il dispositivo è un computer e quindi perchè non usarlo come tale? Perchè non scrivere delle App?

Detto fatto mi armo di buona volontà, cerco in rete informazioni, scarico Eclipse e l’SDK Android e cominco a smanettare.

Alla fine è più la fatica che il divertimento, il sistema di sviluppo è ben fatto ma la complessità da gestire è TERRIBILE.

Occorre avere una conoscenza multi-linguaggio:

  1. Bisogna saper programmare in JAVA (ok lo avevo messo in conto anche se non mi è mai piaciuto);
  2. Bisogna conoscere le API Android (sono tante, veramente tante anche per un “Ciao mondo”);
  3. Bisogna conoscere XML (l’ambiente di sviluppo agevola con tool grafici, ma la conoscenza è necessaria);
  4. La struttura ad OGGETTI rende l’attività di sviluppo pesante, almeno per chi non è un professionista del settore

Ho trovato una bella guida qui, guida che ho seguito fino a creare la prima interfaccia per l’inserimento dati.

Da questo punto in poi potrei cominciare a realizzare la parte CORE della App, la parte di calcolo, ma la struttura del sistema, il JAVA, la OOP mi stanno veramente rendendo pesante l’attività a tal punto che mi chiedo che forse il tempo in cui bastavano poche istruzioni e librerie da conoscere è passato.

Ormai siamo molto, forse troppo abituati a interfacce avanzatissime, interfacce che rendono l’esperienza utente fantastica, interfacce che spesso sono la ragione per cui un utente acquista un Mac al posto di un PC.

I computer, i cellulari ed il software sono diventati prodotti soggetti ad una moda, e in un certo senso i vari Software Development Kit cercano di assecondare la moda.

Il risultato che oggi abbiamo ambienti di sviluppo sempre più complessi e sempre meno orientati all’utente, ma dedicati a professionisti della programmazione. L’aspetto dell’applicazione, la sua interfaccia, gioca un ruolo fondamentale nel successo di un prodotto. Il contenuto, gli algoritmi implementati, contano molto meno. L’utente è attratto dalla user interface.

Sono sicuro che se oggi all’utente medio vengono fornite due applicazioni per la soluzione di un problema. La prima a riga di comando, completa, funzionale e ben documentata. La seconda con interfaccia grafica attraente, non complea e scarsamente documentata, bene non ho dubbio che commercialmente avrebbe successo la seconda. Il computer è diventato un oggetto  di consumo e con esso l’informatica ed i programmi, questo ha trascinato anche i linguaggi di programmazione in una gara alla complessità che di fatto sta portando la programmazione lontano dagli utenti.

Programmare oggi è molto più complicato rispetto a 10 anni fa, per chi come me non lo fa di professione.

 

 

 

Grafici in tempo reale con Arduino o altro dispositivo su porta seriale

Un secondo pezzo utile per il progetto a cui sto lavorando da qualche giorno è la rappresentazione grafica dei dati campionati con Arduino.

Tale attività è facilmente realizzabile sia su Windows che su Linux o OSX, vediamo cosa ci occorre.

Procuratevi il software KST, e scaricate la versione adeguata al mostro sistema operativo da qui.

Per poter usare KST è necessario che i dati provenienti dalla comunicazione seriale siano salvati su un file, per fare ciò uso i seguenti software:

Entrambi i software permettono di stabilire una comunicazione su porta seriale e di salvare tutti i contenuti su un file.

Tralascio come fare in quanto i due software sono molto intuitivi e passo direttamente a KST.

Quindi dopo aver lanciato Realterm/GTKterm o altro programma che salva la comunicazione su un file testo avviate KST.

Cliccate sulla bacchetta magica:

Immagine1

Nella finestra “Data Wizard” indicate il nome del file e la voce “Time Interval“:

Immagine2

Selezionate i dati che volete riportare sul grafico, nel mio caso sto usando un formato dovhe ho un “INDEX” automatico e sulla stessa riga il campionamento di due segnali, quindi ho un file testo con due colonne di numeri campionati.

Immagine3Cliccate Next e nella schemata successiva mettete le seguenti impostazioni:

Immagine4

Ed ecco il risultato, un bel grafico che si aggiorna in tempo reale:

Immagine5

Buon lavoro 😉

 

Come installare Intel(R) Fortran Compiler XE 12.1 su Ubuntu 12.04 LTS

Intel offre da anni una versione gratis del suo compilatore fortran per scopi non commerciali e non c’è dubbio che tale compilatore sia tra i migliori se non il migliore attualmente disponibile.

Quindi se state realizzando un software non commerciale, una bella compilazione con il compilatore Intel e le sue ottimizzazioni per i processori Intel potrebbe darvi grandi soddisfazioni.

Bene cominciamo, per prima cosa occorre il compilatore, lo trovate qui: http://software.intel.com/en-us/articles/non-commercial-software-download/

Scaticate e scompattate il file e lanciate come root il file “install.sh”, vi apparirà il seguente menù:

date invio e andate avanti.

Ovviamente questo tutorial non avrebbe senso se l’installazione fosse stata semplice :), infatti vi trovere subito dei problemi:

Selezionate 2 per analizzare i dettagli.

Ed ecco l’origine dei nostri mali:

Provate a forzare l’installazione selezionando 1.

Legge la licenza ed alla fine digitate “accept”.

Alla schermata per l’attivazione scegliete il menù 1:

A questo punto occore inserire il codice seriale che vi è stato spedito via email durante la registrazione per il download del compilatore.

Alla seguente schermata indicate dove installare i files, /opt va benissino:

Bene siamo quasi alla fine seguite le indicazione dell’ultima schermata:

date quindi un bel “$ sudo /opt/intel/bin/compilervars.sh ia32”

Nel mio caso tale comando non ha dato esito, ho quindi provveduto per via manuale alla modifica della variabile $PATH aggiungendo il percorso dei file binari del compilatore.

date i seguenti comandi:

$ cd
$ gedit .profile

e modificate il file come segue:

tutto fatto 🙂

Buon lavoro

Comodo “repository” per software tecnico su UBUNTU

Nel passaggio da Ubuntu 9.10 alla 10.04 ho scoperto, con amarezza :), la mancanza di netgen tra i pacchetti disponibili.

Il software è molto comodo e potente e serve per generare mesh da esportare in svariati formati.

Non essendo piu’ un giovanotto ed essendomi abiutuato alla comodità dei pacchetti .deb ho cercato in rete qualcuno che avesse già confezionato il tutto, ed ho trovato: https://launchpad.net/~cae-team/+archive/ppa

dove potete trovare tutto il necessario per:

Analisi FEM -> Calculix (ccx e cgx)

Mesh -> netgen

Analisi CFD -> OpenFoam

Progetto palettature -> bladedesigner e Mittel

Che dire, scaricate e provate

VNSTAT… sempre a propsioto della connessione ad Internet usando Linux ed il cellulare

Nell’articolo precedente abbiamo visto come usare il nostro cellulare ed il nostro bel computer con installato LINUX per collegarci alla rete.

A questo punto mi sembra doveroso integrare il precedente articolo con una mini guida su un tool quasi indispensabile 🙂

Non so voi che tipo di opzione/abbonamento avente per la navigazione in rete, ma nel mio caso ho un contratto a traffico dati giornaliero.

Questo significa che oltre una certa soglia di traffico scambiato (in entrata ed uscita) pago con una tariffazione differente.

Capite bene quindi la necessità di avere un qualcosa che tenga traccia del traffico fatto.

Bene avete capito esattamente di cosa parlo, possiamo passare ai fatti.

Cominciamo quindi con installare vnstat:

$sudo apt-get install vnstat

Ed in ogni caso a visitarehttp://humdi.net/vnstat/

A questo punto occorre creare il database per l’interfaccia di rete, che nel caso del nostro cellualre UMTS è /dev/ppp0.

Da shell diamo un bel:

$sudo vnstat -u -i ppp0

a questo punto abbiamo creato un database per il nostro traffico dati.

Vnstat può essere interogato in modi diversi:

 	 -q,  --query		 Interroga il database con resoconto completo
	 -h,  --hours		 Mostra il traffico orario
	 -d,  --days		 Mostra il traffico giornaliero
	 -m,  --months		 Mostra il traffico mensile
	 -w,  --weeks            Mostra il traffico settimanale
	 -t,  --top10		 Mostra i top10
	 -s,  --short		 Mostra un output senza dettagli
	 -u,  --update		 Aggiorna il database
	 -i,  --iface		 Indica l'interfaccia (default: eth0)
	 -?,  --help		 help
	 -v,  --version		 Mostra la versione
	 -tr, --traffic		 calcola il traffico
	 -l,  --live		 Mostra il transfer rate in tempo reale

Io utilizzo solamente le opzioni  “-l” per capire quanto sta comunicando il sistema e di tanto in tanto do un bel vnstat -d -i ppp0 per capire quanto traffico mi rimane.

Connessione Internet con cellulare LG U8360 e Linux

Potersi connettere alla rete durante dei viaggi, mentre si è in un cantiere, mentre si lavora fuori ufficio è certamente molto comodo, ed oggi è veramente alla portata di tutti.

Gli ingredienti per fare ciò sono veramente pochi e di facile reperimento:

  • Sottoscrizione di una opzione/contratto con un fornitore di telefonia mobile
  • Telefono cellulare o scheda UMTS
  • Un notebook/netbook

A seguire una rapida descrizione di come ho fatto io usando

  • L’opzione della “TRE” per navigare in rete, con ricarica mensiel
  • Telefono LG U8360
  • Vecchio portatile con sistema operativo Ubuntu Linux

Quindi  cominciamo subito.

Aprite una shell e lanciate il comando:

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